STORIA
I primi documenti che parlano del paese che il Codice Diplomatico Laudese dice di “San Martino che chiamano in Strada” risalgono al 1115. Gli storici raccontano che il nome si deve alla collocazione sulla strada romana che da Cremona, per Acerra, portava a Laus Pompeia. La denominazione del Santo pervenne durante la dominazione dei Franchi che portarono in Italia il culto di San Martino, vescovo di Tours.
San Martino in Strada è di origine romana, fortificata dai vescovi di Lodi fin dal X sec., appartenne ai Cassetti (1142), ai Tresseni, ai Capitanei di Merlino, ai signori di Cuzigo e ai Capitanei di Melegnano. Il feudo fu in seguito diviso fra i Villani di Lodi e i Cadamosto, cui successero i Barattieri e i Locatelli. L´abitato conserva la parrocchiale di San Martino, di origine cinquecentesca ma rimaneggiata in epoche successive.
IL LIBRO GIALLO di L. Carini
Il 10 Maggio 1975 veniva finito di stampare, con i caratteri della Tipografia Maschera di San Giuliano Milanese, “Il LIBRO GIALLO”. Oggi, a 30 anni dalla stampa, questa Amministrazione Comunale vuole ricordare questa opera realizzata da un’insegnante di scuola elementare ed i suoi alunni: quella che allora poteva sembrare una normale ricerca scolastica è oggi patrimonio di enorme valore storico culturale per l’intera comunità di San Martino in Strada. Nelle righe di quest’opera si puo’ leggere la storia del nostro paese, quello che era e come eravamo, storie di vita comune in momenti di pace e di guerra. Si possono trovare immagini storiche e scene di vita realizzate dall’immaginazione dei ragazzi di 10 anni. L’Amministrazione Comunale vuole calorosamente ringraziare il Maestro CARINI e tutti gli alunni della “V a” per aver realizzato questa preziosa opera |
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PREFAZIONE
Questo libro è nato dall'impegno di tutta una classe attraverso un lavoro che ha richiesto pazienza, volontà, passione e voglia di fare. Si è trattato di cercare dati, documenti, libri, illustrazioni e di riunire il tutto in un discorso logico e cronologico: in poche parole, si è compiuta una ricerca approfondita che abbraccia un arco di tempo vastissimo. Le ricerche...! Su questo problema si è discusso e si discute molto, anche perché quasi sempre sono state realizzate da parecchi insegnanti forme di ricerca a carattere esteriore e superficiale, che non hanno mai promosso un'effettiva formazione degli alunni.
La vita comunque è, su tutti i piani, incessante progresso, è costruzione di nuove e sempre più ricche forme, è creazione.
Un tale dinamismo, nell'uomo non si realizza « naturalmente », bensì attraverso un'incessante opera di ricerca, di scoperta, di conquista.
L'elevarsi dell'uomo non è privo di rischi, di disarmonie, di squilibri che lo impegnano a « Ricercare » le vie, i mezzi e le forme più adatte per migliorare e progredire.
Non mi trovo d'accordo quindi con quegli educatori che ritengono loro preciso dovere « Insegnare », « Trasmettere » un determinato patrimonio di cultura e civiltà e che collocano di conseguenza le ricerche entro limiti angusti.
La ricerca è, a mio avviso, uno strumento validissimo, soprattutto quando forma nei ragazzi la capacità di autoproblematizzare le proprie scoperte, le proprie conoscenze, la vita che li circonda per individuare essi stessi le vie di risoluzione e per formarsi, di conseguenza, la capacità di « saper costruire » di volta in volta, di fronte ai nuovi problemi, nuove vie di risoluzione. Questo è stato il fine principale che ha ispirato la mia iniziativa: a questo però, se ne sono aggiunti altri.
Ho voluto far capire ai miei alunni che Storia e Geografia sono innanzitutto costruzioni dell'uomo, che l'ambiente nel quale essi vivono è così perché gli uomini hanno operato e lottato per renderlo sempre più rispondente alle loro esigenze e necessità: ho voluto far loro scoprire che i fattori principali del progresso e della civiltà sono l'ingegno, il lavoro, la pace e la collaborazione, mentre il disordine, le guerre, le violenze, l'autoritarismo arrestano e distruggono ciò che l'uomo ha costruito.
Maestro Carini Luciano – Insegnante di V Elementare - 10 Maggio 1975
Il “LIBRO GIALLO - STORIA di un PAESE” di L. Carini e gli alunni della classe Va è disponibile in forma cartacea presso la Biblioteca Comunale.
E' possibile consultare il “LIBRO GIALLO - STORIA di un PAESE” presso la biblioteca comunale "Don Milani" nei regolari orari di apertura.
LE CASCINE
BARATTIERA, anticamente detta “Castagnetum”. Fu di proprietà dei Barattieri di Lodi che qui si stabilirono nel secolo XVII.
CA’ de BOLLI , villaggio a breve distanza dalla riva destra dell’Adda. Deve il suo nome ad un’antica famiglia lodigiana risalente al XII secolo.
CA’ del CONTE , l’antica “Roccabruna risalente al VIII secolo. Fu proprietà dei conti Cassino.
CAMPAGNA e CAMPAGNINA , fu proprietà dei Cadamosto nei secoli XIII e XIV.
CANOVA di VILLANI , eretta dai marchesi Villani feudatari di San Martino in Strada.
BAGGIA, originariamente ere detta “Cà del Brugazzo”. Dalla famiglia Brugazzo, che la possedette dal 1500, divenne proprietà dei Baggi feudatari di Secugnago.
CORSA, originariamente “Sanbugono” e “Cà dei Poveri”. Il nome deriva da Curio Calchi che la possedette dal XVI secolo.
FERRIETTA VILLANI , trae il suo nome da Ferretto Villani.
MARIANA, trae il suo nome da una nobile famiglia di Lodi.
MARTANA, anticamente fu detta “Cascina delle monache”.
PERGOLA, proprietà dei Villani feudatari di Lodi.
POMPOLA, antica proprietà dei conti Cassino. Si chiamava anticamente “Ceretta”.
POMPOLINA, nel 1522 erano proprietari i Canonici Regolari Lateranensi alla cui soppressione i signori Pavesi, detti Lottaroli, dai quali passò ai Biancardi.
SESTO PERGOLA, il suo nome deriva dalla Gente Sestia o, secondo altre interpretazioni, perché situata a sei miglia dall’antica Lodi.
VESCA, anticamente detta “Fittarezza fu di proprietà della Mensa Vescovile di Lodi.
VILLANA, Fu dei Cadamosto. Detta cascina del “Gaiardo” da un membro di quella famiglia, fu poi dei Villani da cui deriva il nome.

